Google Discover è uno dei canali più sottovalutati da chi fa SEO, e allo stesso tempo uno dei più imprevedibili. Può portare migliaia di visite in un pomeriggio e sparire il giorno dopo. Ho aggiornato questa guida, scritta per la prima volta nel 2022, perché nel frattempo Google ha cambiato parecchio le regole del gioco, compreso un aggiornamento dedicato solo a Discover arrivato a febbraio 2026.
Cos’è Google Discover
Google Discover è il feed di contenuti che compare nell’app Google e sotto la barra di ricerca su molti smartphone Android. A differenza della ricerca classica, qui l’utente non scrive niente: è Google a proporre articoli, video e notizie in base a quello che ritiene possa interessargli.
Ogni contenuto appare come una scheda con un’immagine grande, il titolo e il nome del sito. Chi lo usa può seguire argomenti e fonti, segnalare che un contenuto non gli interessa e, col tempo, il feed si adatta alle sue scelte.
Come Google sceglie cosa mostrare
Discover si basa sugli interessi dell’utente, ricostruiti dall’attività sul suo account Google: le ricerche fatte, i contenuti visitati, gli argomenti seguiti, la posizione. Per questo due persone sedute alla stessa scrivania vedono feed completamente diversi.
Dal lato di chi pubblica, la prima cosa da sapere è che non esiste un modo per “iscriversi” a Discover. Non servono dati strutturati specifici né richieste particolari: una pagina indicizzata da Google che rispetta le norme sui contenuti di Discover è automaticamente idonea. Se poi verrà mostrata, e a chi, lo decidono i sistemi di Google.
Il Discover core update di febbraio 2026
A febbraio 2026 Google ha rilasciato per la prima volta un core update dedicato esclusivamente a Discover. Il rollout è partito il 5 febbraio e si è concluso il 27 febbraio, inizialmente solo per gli utenti di lingua inglese negli Stati Uniti, con l’intenzione dichiarata di estenderlo nei mesi successivi a tutti i paesi e a tutte le lingue.
Le direzioni indicate da Google sono tre, e vale la pena leggerle come una checklist per chi pubblica: più spazio ai contenuti locali, cioè a siti con sede nel paese dell’utente; meno contenuti sensazionalistici e clickbait; più visibilità agli articoli approfonditi, originali e tempestivi pubblicati da siti con una competenza dimostrata sull’argomento.
Per un sito italiano che pubblica per un pubblico italiano, la componente locale è una buona notizia. Per chi ha costruito traffico su titoli gridati e immagini acchiappaclic, molto meno.
Come aumentare le possibilità di comparire su Discover
Partirei dall’immagine, perché in Discover è metà del lavoro. Google consiglia immagini grandi e di qualità, larghe almeno 1200 pixel, abilitate con l’impostazione max-image-preview:large (che i principali plugin SEO, Rank Math compreso, attivano di default). Un logo o una grafica generica non fanno lo stesso effetto di una foto pertinente.
Il titolo deve descrivere il contenuto, non nasconderlo. È esattamente il punto su cui interviene il core update: titoli che promettono qualcosa che l’articolo non mantiene sono il modo più rapido per perdere visibilità.
Poi c’è la competenza. Discover premia chi pubblica con continuità su un tema e ha un’identità chiara, con autori riconoscibili e una pagina che spiega chi c’è dietro il sito. È lo stesso lavoro che serve per farsi citare dalle AI, e non è un caso: ne parlo nella guida sulla GEO e su come posizionarsi nelle risposte delle intelligenze artificiali.
Infine la tempestività. Gli argomenti di attualità hanno una finestra breve, quindi su Discover conta arrivare presto con un contenuto fatto bene, più che arrivare per ultimi con il pezzo più lungo.
Dove vedere i dati di Google Discover
Le statistiche si trovano in Google Search Console, nella sezione Rendimento, alla voce Discover. Il rapporto compare solo quando il sito ha raggiunto una soglia minima di impressioni e mostra clic, impressioni e CTR per pagina e per paese, con l’andamento nel tempo.
Il consiglio pratico è guardare questi dati insieme a quelli della ricerca classica. Un picco su Discover che non si ripete raramente dice qualcosa sulla strategia; un flusso costante, invece, ti indica gli argomenti su cui Google ti riconosce competenza, ed è lì che conviene investire.
Discover resta un canale da trattare come un bonus, non come la base del traffico: non lo controlli tu e può cambiare da un giorno all’altro. Ma per un brand che pubblica contenuti di qualità con costanza, è una delle vie più rapide per farsi scoprire da persone che ancora non lo stavano cercando.
