A gennaio 2023 la notizia ha fatto il giro del mondo SEO: il codice sorgente di Yandex, il principale motore di ricerca russo, era stato pubblicato online. Secondo quanto riportato dalla stessa azienda, l’autore della fuga di dati sarebbe stato un ex dipendente, che ha diffuso un archivio di circa 44 gigabyte con il codice di molti servizi del gruppo.
Perché il codice di Yandex interessa a chi fa SEO
Dentro quell’archivio c’era qualcosa che nessun motore di ricerca rende pubblico: l’elenco dei fattori usati per ordinare i risultati. Per i SEO di tutto il mondo era un’occasione rara di guardare dentro un motore di ricerca vero, invece di ricostruirne il funzionamento a forza di test e ipotesi.
Va detto subito, però, che Yandex non è Google. Un fattore presente nel codice di Yandex non è automaticamente usato da Google, né con lo stesso peso. Il valore della fuga di dati sta nel confermare quali tipi di segnali un motore di ricerca moderno prende in considerazione, non nel fornire una ricetta da applicare a Google.
Cosa è emerso
Il documento elencava 1.922 fattori di ranking, un numero che ha fatto subito notizia. Guardando meglio, però, 244 erano segnati come inutilizzati e 988 come deprecati, quindi i fattori potenzialmente attivi erano al massimo circa 690.
Molti erano quelli che ci si poteva aspettare: una versione del PageRank, la pertinenza del testo rispetto alla ricerca, l’età e la freschezza dei contenuti, l’affidabilità dell’host, diversi fattori legati ai link e numerosi segnali di comportamento degli utenti, come i clic sui risultati. Proprio questi ultimi hanno alimentato il dibattito, perché Google per anni ha minimizzato il ruolo dei dati di interazione degli utenti nel ranking.
L’ingegnere Arseniy Shestakov, nella sua analisi del repository pubblicata il 26 gennaio 2023, ha mostrato che il codice riguardava molti servizi oltre al motore di ricerca, tra cui le mappe, l’assistente vocale Alice, il servizio di taxi, la piattaforma pubblicitaria Yandex Direct e lo strumento di analisi Metrika.
Cosa resta, a distanza di qualche anno
Riletto oggi, il caso Yandex ha anticipato un tema che sarebbe tornato l’anno dopo con la fuga di documentazione interna di Google: i motori di ricerca usano molti più segnali di quanti ne dichiarino, e il comportamento degli utenti conta. Per chi fa SEO la lezione pratica non cambia: costruire pagine che le persone scelgono e ricordano è il modo più solido di posizionarsi, oggi anche nelle risposte delle intelligenze artificiali.
